COS’È

Ricerca scientifica, divulgazione informale ma rigorosa, pluralismo delle idee, autonomia da condizionamenti politici ed economici: questi gli ingredienti del Festival Internazionale dell’Economia, diretto da Tito Boeri, progettato e ideato dagli Editori Laterza e organizzato con il Torino Local Committee (TOLC).

Il Festival prende il via a Torino da un’iniziativa pubblica che ha visto protagonista il TOLC, che riunisce Regione Piemonte, Comune di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino, Camera di commercio, industria e artigianato e agricoltura di Torino, Unioncamere Piemonte, Unione Industriali Torino, coordinati dalla Fondazione Collegio Carlo Alberto.

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MERITO, DIVERSITÀ, GIUSTIZIA SOCIALE: IL TEMA

La crisi del Covid ci ha restituito un mondo più diseguale e soprattutto diversamente diseguale. Nuovi tipi di diseguaglianze si sono sovrapposti a quelle già esistenti, generando marcati divari di reddito all’interno anche di imprese e di comunità relativamente limitate. Ai divari di reddito si sono aggiunti – spesso sovrapposti – i divari nello stato di salute e nelle condizioni abitative, disuguaglianze che hanno spesso ben poco a che vedere col merito individuale, che sono legate a diverse condizioni di partenza oppure al caso.

In che misura, l’uscita della pandemia può riassorbire queste diseguaglianze o, quantomeno, allinearle maggiormente al merito individuale anziché al caso? E può il riconoscimento che dietro alle diseguaglianze ci siano anche livelli di impegno diversi, performance individuali differenti, ridurre il senso di ingiustizia che molti perdenti nutrono nei confronti di società così diseguali?

Un problema centrale è come misurare il merito. Molte decisioni prese quotidianamente e destinate a generare grandi e persistenti disuguaglianze di reddito si basano su processi di selezione che vorrebbero premiare il merito. Ma quanto dei risultati che riusciamo effettivamente a misurare è legato all’impegno profuso dagli individui e quanto invece a capacità innate, a condizioni favorevoli in partenza e al caso? Non si rischia, premiando il merito, di escludere a priori una fetta importante delle nostre società, non offrendo speranza alcuna a chi non ha avuto in partenza queste doti e opportunità? Non c’è il pericolo di ampliare le diseguaglianze e ostruire la mobilità sociale, anziché livellare le opportunità, cercare di offrire il più possibile un’uguaglianza delle opportunità?

“Una gemma per il pubblico internazionale di cui nessun ricercatore al mondo può declinare l’invito e un’occasione preziosa per gli stessi economisti di avere in pochi giorni una rappresentazione di sintesi delle ricerche più rilevanti, apprese attraverso la viva voce dei colleghi. Mentre per il pubblico generale il Festival è un’occasione straordinaria per connettere le teorie economiche alla vita di ogni giorno.”

Micheal Spence, Premio Nobel per l’Economia nel 2001