REGOLATE L’IA PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI 

22 Ottobre 2026

Fiona Scott Morton, la concorrenza e la tutela dei cittadini, dai consumi alla salute. 

Le previsioni più recenti, con ogni probabilità destinate a cambiare, affermano che i dati creati, acquisiti, copiati e consumati nel mondo sfioreranno i 400 zettabyte nel 2028, dove uno zettabyte equivale a 1.000 miliardi di gigabyte. È uno scenario che, al solito, prefigura possibili crisi e opportunità, ma che allarma in particolar modo per come le vite di tutti possono essere influenzate e cambiate dalla tempestosa nuvola informatica. Fiona M. Scott Morton, un’economista statunitense che ricopre la cattedra “Theodore Nierenberg” presso la Yale School of Management, sostiene la necessità di un adeguato intervento regolatorio. 

“La condivisione dei dati personali può generare un valore considerevole – consentendo una pubblicità pertinente e potenziando i servizi digitali”, ha scritto in un contributo per il think tank Bruegel, della quale è Senior Fellow. Tuttavia, “la totalità di questo valore è appannaggio quasi esclusivo dei cosiddetti gatekeeper, mentre gli utenti cedono il controllo sui propri dati commerciali, di geolocalizzazione, relativi ai social network e persino su quelli sanitari sensibili, senza un consenso realmente consapevole né alcuna forma di compenso”. 

Che fare? “La sfida politica cruciale consiste nel favorire una condivisione dei dati vantaggiosa, tutelando al contempo i diritti fondamentali degli utenti alla privacy e garantendo loro un equo compenso per i dati che scelgono di condividere”. Ovvero? “La soluzione risiede nel creare mercati dei dati ben regolamentati”. 

Scott Morton, che è stata capo economista della Divisione Antitrust del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, dirige il Thurman Arnold Project a Yale. Nel luglio 2023 il suo nome è finito nei titoli di testa nella bolla bruxellese dopo la nomina a economista capo della DG Concorrenza della Commissione europea. Le proteste di alcuni alti funzionari, oltre che del governo francese, hanno portato alle sue dimissioni dopo 19 giorni: un’americana nella direzione più importante dell’esecutivo comunitario aveva creato irritazione, diffusa quanto discutibile. 

Al FIE26 cercherà di rispondere alla domanda se i mercati concorrenziali che ampliano la possibilità di scelta dei cittadini incidono sia sulla salute individuale sia sul benessere sociale. In altre parole, aiuterà a capire se i decisori pubblici hanno fallito nel creare e preservare una concorrenza capace di migliorare la salute? 

Uno dei punti chiari a Scott Morton – la cui attività di ricerca nell’ambito dell’economia industriale ha riguardato diversi settori, tra cui l’editoria, il trasporto marittimo, l’industria farmaceutica e la vendita al dettaglio online – è l’esigenza “di agire ora per impedire la formazione di un monopolio nell’ambito dell’IA, anziché trascorrere il prossimo decennio a cercare di smantellarne uno”. A suo avviso, la direttiva Digital Markets Act (DMA) scritta dall’Unione europea muove nella giusta direzione, soprattutto quando “impone a Google di aprire i punti di accesso agli assistenti concorrenti a condizioni altrettanto efficaci e a titolo gratuito”. Di qui si comincia a ristabilire un uguale campo di gioco per tutti. 

A suo avviso, la direttiva Digital Markets Act (DMA) scritta dall’Unione europea muove nella giusta direzione, soprattutto quando “impone a Google di aprire i punti di accesso agli assistenti concorrenti a condizioni altrettanto efficaci e a titolo gratuito”. Di qui si comincia a ristabilire un uguale campo di gioco per tutti. 

Pilotare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale resta comunque un nodo centrale in tutti i settori, dalla salute ai consumi. “Bisogna attuare subito un’azione rigorosa a tutela della concorrenza nel settore dell’IA, e farlo con grande determinazione, per evitare di trovarsi in una situazione critica tra 5 o 10 anni”, assicura Scott Morton.  Certo, ammette, “trattandosi di una tecnologia in rapida evoluzione, è un compito difficile. Non è chiaro chi stia competendo con chi né quale sia il mercato di riferimento del prodotto, sia perché la comprensione della materia richiede competenze tecnologiche, sia perché la situazione è in costante mutamento. Tuttavia, la definizione di regole e la loro applicazione sono comunque necessarie”.